K
K è un manifesto di strada: scrivere “sbagliato” come scelta, contro accademia e nomenklatura, dentro lo sbatti.
K è un manifesto di strada: scrivere “sbagliato” come scelta, contro accademia e nomenklatura, dentro lo sbatti.
Sfavorito è un attacco frontale: basta patriottismo da borgata, rivalsa rancorosa e coerenza di facciata.
Silenzio è una poesia corrosiva: l’assoluto si rompe, diventa frastuono mentale e presente ammuffito.
Una poesia sulla dignità: coscienza, giustizia e onestà mentale contro pulpiti, miseria e anima nana.
Una poesia d’accusa contro l’uomo in bianco: fede come inganno, verità negata, morti contati e giudizio rovesciato.