
Una poesia notturna e sensoriale, tra fumo, musica e scrittura, dove la leggerezza diventa ebbrezza e la mente perde lentamente il controllo.
Luci soffuse,
lume di candela,
appare la mia musa
vasetto di cannamela.
Boccale di birra,
schiuma bianca,
cofanetto di mirra,
abbaglia la vista stanca.
Fumo di sigaretta
si spande nell’aria,
la tosse a manetta
mi sento l’aviaria
La penna scrive
l’inchiostro si spande
le parole sempre più schive
la mente alla rima protende.
Sale la leggerezza,
la musica s’intona,
arriva l’ebbrezza
che piano mi stona