
Una poesia ironica e disillusa sulla stanchezza, la memoria e l’impegno, dove il pensiero continua anche quando sembra fermarsi.
Ora forse ho quasi smesso
di lottare contro le ingiustizie
quelle li, qua e là nel mondo
che siano esse anche lontane.
La cosa affatto non mi lusinga
e perché mi succeda non lo so,
non che poi sia per pigrizia
e non che sia certo per la calvizie.
Quella ormai c’è già da tempo
e più proprio non mi spossa,
ma poi però ci penso un po’
e un pensierino lo butto giù.
Di sicuro non così son messo
lo penso, lo scrivo ma non lo faccio
andando su e giù per la salita
cammino piano senza affanno.
Poi vedo la foto appesa in cornice,
finora non l’avevo mai pensato
che sembri un po’ troppo serio
ma ci vorrebbe uno come te.
Allora rido solo come un fesso
e tracanno ancora il vino rosso
e canto stonando a più non posso
ma chi vi conosce, ma chi vi sape.
De tu querida presencia,
hasta siempre comandante!