
Un’attesa di tentativi, fughe immaginate e ritorni mancati: tra luoghi mentali e gesti incompiuti, il tempo scorre.
Aspettando il treno
in un giorno uguale ad altri
convinto di guardare avanti,
senza voltarmi indietro,
più o meno.
Cercando un eremo
in un posto un po’ lontano
dove risuonano vecchi brani,
senza voltarmi indietro,
più o meno.
Annusando il fieno
in un casale abbandonato,
dove il tempo si è fermato,
senza voltarmi indietro,
più o meno.
Scavando nella rena
una buca dove essere sicuro
in una realtà buia e nera,
senza voltarmi indietro,
più o meno.
Cavalcando la piena
su una tavola da surf variopinta
per averla ancora una volta vinta,
senza voltarmi indietro,
più o meno.
Rispondendo da iena
per sputare fuori la feroce ira
per cui poi vedo il mondo nero,
senza voltarmi indietro,
più o meno.
Vivendo con lena
in compagnia di un’incerta paura
che darà spazio a cose più sicure,
senza voltarmi indietro,
più o meno.
Morendo la mia pena
senza voltarmi indietro,
più o meno.