
Una poesia di critica politica e ideologica, dove il pensiero anarchico resta intimo e solitario, in contrasto con slogan, odio e semplificazioni.
Un pensiero d’anarchia
che si scontra con la cialtroneria,
che affonda con l’odio e il voler mandarti via,
che si frantuma nel questa è casa mia,
offeso da becera caricatura dell’utopia,
perplesso nel rispolvero di una pessima idea,
vinto dalla politica della furbizia
e dai proclami figli dell’idiozia.
Un pensiero d’anarchia
che resta solo mio,
per navigare dolce nell’oblio,
per ignorare l’accecante squittio
fatto di razza patria e dio.