Io sono vento
Io sono vento: non mi svendo, rifiuto l’asservimento e il culto del posizionamento; cammino accanto, amando.
Io sono vento: non mi svendo, rifiuto l’asservimento e il culto del posizionamento; cammino accanto, amando.
K è un manifesto di strada: scrivere “sbagliato” come scelta, contro accademia e nomenklatura, dentro lo sbatti.
Sfavorito è un attacco frontale: basta patriottismo da borgata, rivalsa rancorosa e coerenza di facciata.
Un testamento al mare: vado via appagato, senza rimpianti, tra pace, ironia e una feroce anti-ipocrisia.
Un incontro da bar tra ex: cortesia vuota, macerie e ricordi sfumati, mentre la vita ricomincia altrove.
Stanotte l’insonnia è nebbia: scendo in strada, bevo vino rosso e prometto di smettere… forse domani.
Ma mo’ mi imbriaco per distrarmi e non pensare a te: non fuga né verità, solo stanchezza che precipita.
Tre vecchi, sei bocce in fila: la fragilità del corpo e il tempo che porta via amore antico e odio giovane.
Una poesia sulla verità contro la menzogna: rifiuto il possesso e pago pegno per il cuore usato indifferentemente.
Silenzio è una poesia corrosiva: l’assoluto si rompe, diventa frastuono mentale e presente ammuffito.
Tra scuse della mente e desiderio di coppia, nasce un dubbio: innamorarsi davvero o restare soli.
Una poesia sulla dignità: coscienza, giustizia e onestà mentale contro pulpiti, miseria e anima nana.