Jamme
Una poesia in dialetto che celebra il movimento, il corpo e il presente, tra ballo, strada e libertà condivisa.
Una poesia in dialetto che celebra il movimento, il corpo e il presente, tra ballo, strada e libertà condivisa.
Una poesia breve e circolare sul pensiero che vaga, si riflette e diventa contorno tra due menti.
Una poesia ironica e auto-riflessiva sul fare poesia senza regole, tra istinto, contraddizioni e libertà di stile.
Un invito a liberarsi da soprusi e odio, ricordando chi ha pagato la libertà e difendendo dignità e sincerità.
Una bandiera che resiste nella memoria e nel cuore, tra fratellanza, lotta e rivoluzione. Un canto politico sulla libertà tradita e riconquistata.
Un testamento al mare: vado via appagato, senza rimpianti, tra pace, ironia e una feroce anti-ipocrisia.
Un incontro da bar tra ex: cortesia vuota, macerie e ricordi sfumati, mentre la vita ricomincia altrove.
Stanotte l’insonnia è nebbia: scendo in strada, bevo vino rosso e prometto di smettere… forse domani.
Ma mo’ mi imbriaco per distrarmi e non pensare a te: non fuga né verità, solo stanchezza che precipita.
Poesia civile in dialetto: mesata che non arriva, capitolazione e dignità ferita, fino alla raccomandazione.
Una poesia di critica politica e ideologica, dove il pensiero anarchico resta intimo e solitario, in contrasto con slogan, odio e semplificazioni.
Una poesia delicata su una ragazza triste, persa tra la folla e il proprio passato, dove il sorriso nasconde un sentimento fragile.