Io sono vento
Io sono vento: non mi svendo, rifiuto l’asservimento e il culto del posizionamento; cammino accanto, amando.
Io sono vento: non mi svendo, rifiuto l’asservimento e il culto del posizionamento; cammino accanto, amando.
K è un manifesto di strada: scrivere “sbagliato” come scelta, contro accademia e nomenklatura, dentro lo sbatti.
Sfavorito è un attacco frontale: basta patriottismo da borgata, rivalsa rancorosa e coerenza di facciata.
Una poesia in dialetto sullo stress quotidiano, tra corse inutili, apparenze e ripetizioni, che trova nel blues una via di sfogo.
Una poesia sul pensiero come rifugio, tra lentezza, utopia e realtà quotidiana, dove la mente diventa spazio di libertà e difesa.
Una poesia ironica e auto-riflessiva sul fare poesia senza regole, tra istinto, contraddizioni e libertà di stile.
Un invito a liberarsi da soprusi e odio, ricordando chi ha pagato la libertà e difendendo dignità e sincerità.
Una bandiera che resiste nella memoria e nel cuore, tra fratellanza, lotta e rivoluzione. Un canto politico sulla libertà tradita e riconquistata.
Un testamento al mare: vado via appagato, senza rimpianti, tra pace, ironia e una feroce anti-ipocrisia.
Un incontro da bar tra ex: cortesia vuota, macerie e ricordi sfumati, mentre la vita ricomincia altrove.
Stanotte l’insonnia è nebbia: scendo in strada, bevo vino rosso e prometto di smettere… forse domani.
Ma mo’ mi imbriaco per distrarmi e non pensare a te: non fuga né verità, solo stanchezza che precipita.